Il food made in Italy nel mondo continua a crescere

+1,4% quello italiano, +4,4% quello milanese

Ai primi posti in Italia per export agroalimentare Cuneo e Verona con 3 miliardi all’anno, seguono Milano e Parma con 1,5 miliardi. I paesi UE primi per esportazioni con 27 miliardi.

Questionario di Promos Italia sulle imprese del food: voto 8 al cibo italiano. L’Italian Sounding resta  un problema prioritario. Per il 72% fondamentali gli chef italiani all’estero per farci  conoscere.
Grande ottimismo per il futuro dell’export del food.

Vale 1,6 miliardi circa e cresce del 4,4% l’export nel settore food made in Italy che parte da Milano verso il mondo, secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi per l’anno 2018 sul sistema Istat Coeweb. Le bevande crescono del 14%, latte e formaggi del 14%, pesce del 33%, la frutta del 7%, triplicano i frutti di bosco. Principali prodotti esportati sono:  prodotti da forno con 318 milioni, colture agricole con 104 milioni, formaggi e latte con 92 milioni, olio con 60 milioni. Bene l’Unione Europea con +3% e 1,3 miliardi di export all’anno e gli altri Paesi europei con +7% e 318 milioni. In crescita America del nord con +7% e 263 milioni, centro meridionale con 41 milioni e +22%. Anche l’Asia Centrale cresce del 4% con 13 milioni e il Medio Oriente del 6% con 53 milioni. 

Ai primi posti in Italia per export agroalimentare sono Cuneo e Verona con 3 miliardi all’anno, Milano e Parma con oltre 1,5 miliardi, Bolzano, Salerno e Modena con circa 1,4 miliardi , Treviso, Napoli e Torino con oltre un miliardo, Bari e Bergamo con 900 milioni. In Italia si esportano bevande per 8,6 miliardi, il 21% dell’agroalimentare nel mondo, altri prodotti per il 17%, prodotti da forno per circa 4 miliardi, il 9%, frutta e ortaggi lavorati e conservati e prodotti lattiero caseari, prodotti a  base di carne per circa 3,5 miliardi. Unione Europea prima per export con 27 miliardi, poi America settentrionale con 5 miliardi, altri Paesi europei con 3 miliardi, Asia orientale con 2,3 miliardi.

“Il food resta uno dei migliori biglietti da visita del Made in Italy nel mondo - dichiara Alessandro Gelli, Direttore di Promos Italia - Ciò è testimoniato anche dai dati di settore relativi all’export, che registrano un trend positivo in tutte le principali aree geografiche del mondo nonostante il grave problema dell’Italian Sounding, che resta di stretta attualità e che condiziona negativamente l’export delle nostre imprese”. 

Il questionario di Promos Italia. Dalle imprese che esportano il food Made in Italy, voto 8 per l’86%. Per il 58% ci sono danni dalle imitazioni straniere al cibo italiano, per il 25% il danno è molto elevato. Il 70% ritiene che è il mercato europeo a trainare il food Made in Italy, per l’8% il nord America. Per il 72% contano molto i ristoranti italiani all’estero con chef eccellenti per far conoscere cibi e ricette italiane e oltre la metà è molto ottimista ritenendo che ci sarà una forte crescita dell’export dei nostri prodotti.