Moda: maratona del business per 50 imprese lombarde

Grazie a InBuyer, 150 incontri b2b con 11 buyer esteri. Dal brand di via Montenapoleone, alla cravatteria di Como, dall’occhialeria di Varese al laboratorio storico di Bergamo, dall’impresa che lavora a mano di Sondrio alla pochette di Monza fino ai gioielli contemporanei di Lodi.
 

Milano, 12 luglio - Sono 150 gli incontri di business dedicati al settore della moda organizzati a Milano, il prossimo 16 luglio, da Promos Italia, la struttura per l’internazionalizzazione delle Camere di commercio e Unioncamere Lombardia. La maratona del business si inserisce all’interno del progetto Inbuyer e coinvolge 50 imprese lombarde del settore moda che incontrano 11 buyer esteri provenienti da Emirati Arabi, Russia, Turchia, Spagna, Indonesia, Israele e Corea del Sud. Le imprese lombarde provengono dalle province di Milano, Monza Brianza, Lodi, Bergamo, Como, Cremona, Mantova, Sondrio e Varese.


Sono i numeri a testimoniare l’importanza del settore della moda per l’economia lombarda  - spiega Giovanni Da Pozzo, Presidente di Promos Italia - Quasi 14 miliardi di export nel 2018, oltre un quarto sul totale italiano, con una crescita del 5,5% rispetto all’anno precedente. Considerate queste enormi potenzialità, è fondamentale aiutare le imprese di settore a cogliere le opportunità presenti nei mercati internazionali e grazie a InBuyer noi garantiamo un primo contatto diretto con operatori esteri realmente interessati ai loro prodotti”.

C’è il brand di via Montenapoleone e quello di corso Venezia a Milano che si concentrano sulla qualità del marchio made in Italy, l’impresa di Binasco che punta sui materiali e vende online, le cravatte in cashmere, le bretelle per uomo, le sciarpe e i papillons di Como, la pelletteria milanese che realizza borse in pelli esotiche, l’occhialeria di Varese che già esporta negli Usa, il produttore di tessuti di alta tecnologia di Mantova e il produttore di abbigliamento sportivo di Bergamo che da tempo esporta in Giappone. E poi l’impresa monzese che esporta fiocchi nel mondo e quella di Lodi che realizza gioielli contemporanei. Infine, l’impresa di Sondrio che realizza interamente a mano tutto il processo produttivo. E tante altre.

Inbuyer alla quinta edizione. L’iniziativa riguarda l’accoglienza di operatori economici esteri selezionati con l’obiettivo di favorire il processo di internazionalizzazione delle Pmi lombarde attraverso incontri di business. Promos Italia, in collaborazione con Unioncamere Lombardia, Sistema Camerale Lombardo, Regione Lombardia, le Camere di commercio di Genova, Milano Monza Brianza Lodi, Modena, Ravenna, Udine e Banca Popolare di Sondrio organizza un programma di attività per il 2019 che prevede circa 2500 incontri b2b nel corso di 45 appuntamenti in Italia che si stima coinvolgeranno più di 800 imprese. Grazie a InBuyer, le imprese italiane possono incontrare circa 200 buyer selezionati provenienti da paesi di tutto il mondo, tra questi: Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Norvegia, Polonia, Portogallo, Svizzera, Cina, Corea del Sud, Giappone, Indonesia, Israele, Russia, Singapore, Turchia, Canada, Usa, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Marocco. Al progetto possono aderire imprese dei settori: alimentare, moda, cosmetica, beni strumentali, arredo, costruzioni-edilizia, packaging, energia, turismo e nautica. Il progetto è destinato a piccole e medie imprese di produzione che abbiano potenzialità di interazione con i buyer esteri.

Lombardia protagonista della moda con 13,7 miliardi di export, +5,5%, rappresenta più di un quarto del totale italiano. Oltre a Milano, leader in Italia, tra i primi 20 posti ci sono anche Como 10°, Bergamo 12°, Varese 14° e Mantova 18°. In forte crescita Pavia (+48,1%) e Lodi (+41,5%). La Lombardia esporta soprattutto articoli di abbigliamento per 4,8 miliardi (+4,7%), borse e pelletteria per 2,3 miliardi (+14,9%). Tra le province, oltre a Milano, medaglia d’oro per articoli di abbigliamento, per biancheria per la casa, tappeti, passamanerie e pellicce, si distinguono Mantova prima per maglieria, Como seconda per tessuti, Bergamo e Brescia quarta e quinta per filati, Bergamo seconda per biancheria per la casa, tappeti e passamanerie. Emerge da elaborazioni della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e Promos Italia su dati Istat, anni 2018 e 2017.

La mappa dei mercati principali a questo link: https://www.promos-milano.it/informazione/note-settoriali/moda-italiana-nel-mondo.kl.

Milano, Como, Bergamo tra i maggiori esportatori italiani. Milano +9,8%, Firenze +7,6% e Vicenza -1,1%. Milano protagonista della moda italiana con 7,2 miliardi di euro, un settimo circa del totale nazionale. È seguita da Firenze (11,1% del totale) e da Vicenza (8,4%). Vengono poi Treviso, Prato, Reggio Emilia, Bologna, Verona, Biella, Como, Piacenza e Bergamo. Le crescite maggiori in un anno a Piacenza (+33,4%), Milano (+9,8%) e Venezia (+8,4%).
Moda italiana nel mondo: Francia, Svizzera e Germania le maggiori destinazioni, in crescita Cina e Corea del Sud. Gli articoli di abbigliamento valgono da soli oltre 17,5 miliardi di export, +3,5%, seguiti da borse e articoli di pelletteria con 11,4 miliardi, +4,3% e dalle calzature con 9,8 miliardi, +3,6%. Gli aumenti maggiori nel 2018 si registrano per le esportazioni di tappeti e moquette (+10,2%) e maglieria (+6,5%). Le tre maggiori destinazioni estere per la moda italiana sono: Francia (10,4% del totale), Svizzera (9,9%, +18,7%) che supera la Germania (8,9%, stabile). E se la Francia è il principale partner per articoli di abbigliamento, maglieria, tappeti, calzature e pellicce, Hong Kong eccelle per abbigliamento sportivo, la Germania è prima per tessuti e per camicie, T-shirt e intimo, la Svizzera per borse e pelletteria, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni, lo Sri Lanka per pizzi e merletti. Le crescite maggiori in Cina e Corea del Sud, rispettivamente +17,8% e +13,3%, bene il Regno Unito (+4,9%). Vanno forte anche i tessuti in Marocco (+23,2%), i tappeti in Slovacchia (+329,2%) e Qatar (+70,8%), la biancheria per la casa in Israele (+25,7%), le passamanerie in Tailandia (+48,4%), i pizzi e merletti in Austria (+98,8%), l’abbigliamento sportivo a Macao (+31,9%), quello in pelliccia in Romania (+36,7%), la pelletteria in Serbia (+25,9%) e le calzature in Canada (+12%).